300 lettori online · 359.415 poesie · 7.563 autori
La Piazza Entra Iscriviti
S Scrivere Poesie & Racconti
Pubblica
Home Poesie Impressioni
Impressioni 18 marzo 2014 · lettura 4 min · 1181 letture

Mendìco in prima Notte di Primavera

Massimiliano Zaino 1199 poesie pubblicate
+ Segui
Sempre vo’ errando, e aspro m’è ‘l culmine, e ‘l ciel m’è tormento, e perenne è ‘l mio bando, e un turbamento mi sorge in core, e vien la Notte e tace, e grida ‘l Sentimento, e l’ansia giace in me che remigo e privo di spera, e privo pur di pace. Piove; è la sera e l’orizzonte è un fior di pioggerella, e soffia e vien la Vera, e v’è una stella che irride ai zefiri, e al vento e alle rose, e la Luna è alba e bella, e alle mimose, e ai gelsi e ai pruni la rugiada cola, gocce di stami ansiose, e va la viola a ber quest’acque, e un’orba margherita sen giace e inerme e sola. L’ombra smarrita qual spettro spasima or d’un bel prunalbo, e Notte è Morte e Vita, è ‘l verno scialbo, la primavera che lenta germoglia al cor d’un ghiaccio albo, e mentre in doglia un ramoscel di gemme si riadorna, fiacca è a cader la foglia, e l’aër torna a soffiar spir di strangolata neve, e ‘l ciel più non s’aggiorna; e non più lieve è l’aura prisca in sul boschetto aprìco, e al cardo e in sulla pieve, e al melo e al fico, e al noce oscuro, e al sanguinello e al pesco, e a me che son mendìco... e ‘l vespro è fresco, e cupo e lugubre, e mi fa paüra, e parmi furfantesco, e la Natura m’annunzia al guardo d’un lupo feroce un’empia e rea sventura. N’odo la voce: ombre fuggenti, e strillano i lappini, e in su’ un ruscel la croce, tra’i sassi i crini della bufera gridano e son morti, e raggelano i pini, e i pioppi assorti quieti sen dormono - e placidamente - e posano pur gli orti, e l’orbe mente, e l’egre bacche e le tremule ortiche, e le gemme e dolci e lente, e acerbe spiche, e i bei ranuncoli, e i fior di campagna, e le violette aprìche, e quel che bagna il rivo ombroso, e le rogge e le pietre, e un’aspra e bianca ragna, e l’orride etre, e le cascine che veggo - io viandante - e ‘l son di piogge, cetre, e ‘l guardinfante delle corolle, e i primieri bocciòli, e ‘l ruscel d’adamante, e poi i nocciòli, e i tigli giacciono in sonno invernale, e in ciel de’i gufi i voli; e freddo è ‘l strale di questa Luna in cor primaverile, e ‘l bruto maëstrale, e lungi è aprile, e in Notte splende vaga e bella l’Orsa... Ed io men vado umìle per ansia accorsa, e tremo e passo pe’i boschi e in su’i colli, e la lucerna scorsa e gli oli folli, e la sua fiamma, e ‘l suo vitreo e pio aspetto, e i suoi mador sì molli, e ‘l collo schietto mi sono speme e proseguo ‘l cammino, ma non v’è forse un tetto; e son meschino, docile vittima e affannoso e scalzo d’un pallido Destino, e sempre balzo in tra le piogge e la Notte crudele, non so, né al ciel più m’alzo; e amaro è ‘l miele, che stilla ‘l fonte al mio peregrinare, e ‘l ciel si fa di fiele, né so ove andare, è verno e oscuro, la sera è ‘l mio sfarzo, le stelle ‘l mio bel mare; e intorno a me vien marzo, occhio di rosa e verno, cor di quarzo!
♥ 0 💬 0
© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Massimiliano Zaino

Saluti a tutti i lettori e a tutte le lettrici. Sono nato nell'agosto del 1988. Già dai primi anni di scuola ho sviluppato una vocazione per le materie umanistiche... vocazione questa che è impetuosamente esplosa nell'ultimo anno della Terza Media e nel primo anno di Ginnasio del Liceo Classico. Appassionato di Stori

Tutte le opere →

Commenti (0)

Accedi per lasciare un commento.Accedi

Ancora nessun commento. Scrivi il primo!