Il sorbo selvatico

Il mio cuore nel mattino
si rallegra al mio speculare sguardo
all’ebbrezza di nuova vita,
cantano gli usignoli e le allodole;
dolci concerti nel rifiorire.
Nel morbido tessuto del cielo
il sole rotea luce dorata
in un vortice lento
sopra un folto d’alberi;
con uno splendore
clemente e profondo.
Dopo le tenebre
laggiù il sorbo selvatico
nella luce rinverdisce;
in autunno fu meta di cibo
per passeri, tordi e merli.
Ultima fronda infiammò
sotto un gelo di neve
e generosa si accese
di bacche color rosso corallo:
come un’aurora invernale.
Nel rumore del vento
giungeva dal giardino
il gemere della quercia;
...il frassino si piegava
come un’arpa.
©
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