Incubi
Mario Contini
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E' inquietante
il silenzio del silenzio,
quando nega alla notte
il grido del vento
o persino l’ululato dei lupi
nella prigionia d'un incubo
il buio e il freddo
impediscono la fuga,
graticola rovente
che consuma anime
violentate e feroci
il loro ultimo strato d'amore
immobili, sguardo fisso,
statue di gesso nero
a indicare occasioni perdute
nella stanza oscura
della mente
il demonio non si vede,
lo si sente nel dolore intenso
quando il cuore grida
e svanisce per paura
nella prigionia d'un incubo
ci si arrende
lasciando che il tempo
metta ordine
ma sulla linea di confine
tra sogno e follia
troppo spesso
la ragione ha il capo chino,
e il boia,
ha già alta la sua scure.
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Mario Contini
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