A levante
alias Marina Pacifici
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Ho orientato le mie solitarie vele
verso il primo raggio del giorno,
quando nel brivido della tramontana
al mio porto non è approdato
l'abbraccio di un ritorno.
Ho sciolto al vento
le illusioni e l'ultima gomena
e lasciato alla deriva
del cuore l'antica pena.
Compagno
mi è il canto della sartìa
nel beccheggiare della malinconia.
Ho dispiegato le mie rigenerate vele
a levante
nel bacio argenteo della marea.
Ho messo la nostalgia di te al sestante
e i ricordi a prora,
finché all'orizzonte
la mia rotta incrocerà la tua
nel palpito d'amore e di colore
dell'aurora.
©
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L'autore
alias Marina Pacifici
Commenti (2)
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e
ex Lorenzo Crocetti22 marzo 2014
Una Poesia questa, come è retaggio solito dell'Autrice, tutta impostata su un moto del sentimento, nell'onirica immaginazione di un viaggio su di un veliero nel cui corso sono espresse bellissime ed appropriate metafore. Una Poesia di ottima impostazione lirica, che sorprende il lettore per la sua intima intensità e l'ottimo linguaggio letterario.
Patrizia Ensoli22 marzo 2014
Un testo molto equilibrato dove la voce narrante usa la metafora di un veliero per narrare ed esporre un profondo sentimento. Molto intima e fluida avvolge il lettore rendendo visiva la profonda introspezione.

