L'ultima luce

Di tutto questo immenso
in me, carcerato
ogni tanto un grido
un'ala, si allontana
Com'è fragile la terra
che di notte bacia il mare
lei si dissolve, onda dopo onda,
va incontro all'abisso,
alla sua stella.
Mi disperdo, senza un suono,
come la fine di un bacio
il distacco delle labbra
ultima luce,
di un giorno
breve.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
nemesiel24 marzo 2014
"Di tutto questo immenso in me, carcerato" credo che la tragicità della nostra esistenza e della nostra natura sia in questo... il nostro essere creature limitate, finite e fragile che sanno "pensare" l'immenso... in loro lo recano e di esso fanno parte...
