Come un aquilone
Giovanni Facchetti
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Potessi riveder il tuo sorriso un solo istante
solo per dirti che no non ti ho dimenticato
e che il passar del tempo nulla ha cancellato
dei bei momenti che insieme abbiam vissuto
risentire la tua voce così gaia e squillante
che tante volte ha saputo emozionarmi
e che adesso saprebbe certo consolarmi
ora che abiti in un mondo sconosciuto
potessi sul tuo volto posare una carezza
stringer le tue mani per togliere quel gelo
che avvolge color che dimoran su nel cielo
e sfiorare le tue labbra dal sapor di miele,
ancor esser coccolato dalla tua dolcezza
sentirmi al centro di tutti i tuoi pensieri,
sapere che il domani sarà meglio di ieri
mentre i miei oggi sono dolor crudele
ma sempre mi culla dolce un’illusione
un’idea che attenuar sa la mia tristezza
e che in fondo al cuor è quasi certezza,
noi in quel cielo azzurro ci riuniremo
un dì librando lassù come un aquilone
ancora accanto a te ti terrò per mano
noi per l’eternità conoscerem l’arcano
e per sempre insieme amanti rivivremo.
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Giovanni Facchetti
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