"Sacrificio per il vento"
Stefano Drakul Canepa
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gelo dei sogni
se il vento sacrifica
la morte e l'alba (D)
La voce dei tanti morti dimenticati
pesa ancora come una pietra nera
abbandonata sul confine della notte
con il buio a pretendere un sudario
Le ossa ora non sono più un ricordo
né la cenere un sacrificio per il vento
che soffia dolori e nuvole nel cielo
finché un silenzio non trema riflesso
Gli sguardi che non pronunciano luce
non hanno più parole se non ombre
troppo grevi per gli oscuri altari
eretti fra le tenebre ormai devastate
Le albe ora non sono più un lamento
e nessuno più incide un nome solo
nella terra dai germogli ancora caldi
di un'illusione spezzata a luna breve
Per le follie che il mondo non perdona.
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L'autore
Stefano Drakul Canepa
Commenti (1)
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Rita Stanzione25 marzo 2014
Ritmo e intensità in un testo che di tenebre fa poesia... molto apprezzata, autore sempre coinvolgente

