Il senzatetto
Ciocche candide
e rade
t’ornano il capo
che tieni chino
quasi a nasconderti
da un mondo
che ti rigetta,
cui tanto hai dato
e poco hai preso
donando ad esso
i tuoi anni migliori.
Vigore e forza
t’han lasciato
ed ora lento
trascini i tuoi passi
verso l’ultimo solco
sperando d’ascoltare
negli altri
il tuo dolore
e poter finalmente
trovare il riposo
che t’urge.
Non domande
né consigli
per chi resta,
soltanto un saluto
ed un fievole grazie
per aver condiviso
un percorso comune
fatto di scogli
e d’azzurro,
tra cartoni
e bottiglie,
ricoperti di stracci.
©
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