Libera

Timida luce
tra due costole d'ossa
poca carne,
posta come un faro
ad accogliere del mare il grido
Ti prego
non soffrire, non esser ancora il vento
e possa il tuo desio
posarsi come neve
una mano di seta, in silenziose notti
La tua lingua non riposa
mi penetra le carni,
inutilmente mi affanno
a cercarti tra le stelle,
luminose sorgenti,
sono aperte nel mio cuore
fino alla mente ti spingi
come un tarlo affamato, libera
sei libera
come l'acqua, che assetata
inutilmente,
abbraccia, il mare!
©
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Commenti (1)
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Carla Colombo25 marzo 2014
Quanta sensibilità! Volere la libertà e il bene dell'altra, questo sì è vero Amore! Un vero inno alla donna, donna amante, donna poesia, versi che penetrano con la dolcezza del mare quieto sotto un manto di stelle, alla ricerca di quella che splende di più
