Oppressione
L’amarezza nella stanza si diffonde
e con il resto dell’arredo si fonde,
ma quell’amaro non viene dalle mura,
si genera da quella persona insicura.
Il sapore aspro di bruciato,
si insinua nel palato.
La sofferenza come un abito mi cinge il corpo,
facendomi respirar l’odor di morto.
Forse i miei occhi stan riflettendo,
ciò che il mio cuore sta producendo.
Ci vorrebbe un po' d’aria nuova,
per far si che qualcosa in questa vita si smuova.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!