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Sociale 28 marzo 2014 · lettura 1 min · 6605 letture

Il ragazzo dell'ultimo banco

Ventola raffaele 559 poesie pubblicate
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All'ultimo banco deriso e sconfitto ti sei confinato ferito dal gruppo che in te non vedeva un ragazzo da amare ma solo un pupazzo per poter giocare. Quei quattro balordi bulletti di corte vili, codardi a tirarti la sorte sempre li pronti a ridicolizzarti davanti agli amici e ai sorrisi degli altri. E i graffi sul cuore che ti hanno lasciato pregiudicano tutto, presente e passato, la tua fierezza si adagia sul fiume e va alla deriva delle sue schiume. Le tue parole in gola annodate, restano lacrime inascoltate che ingoi in silenzio con tanta tristezza e per chi ti ama estrema amarezza. Ma se per qualcuno non sei l'amico ideale per i tuoi tu ricorda sei..."SUA ALTEZZA REALE".
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L'autore
Ventola raffaele

Mi diletto a scrivere da sempre , ma solo ultimamente mi é venuta la voglia di esternare le mie emozioni e condividerle .....con voi. Ringrazio la gentile redazione tutti gli autori del sito e tutte le persone che mi leggono!!

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Commenti (8)

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Bruno Leopardi28 marzo 2014

E' di una bellezza quasi pura, questa poesia. In essa è racchiuso il dolore inferto ad un bambino che rimarrà sempre dentro ma anche (nella chiusa) la certezza che chi ti ama lo fa senza se e senza ma e senza se e ma ti sarà sempre vicino trasmettendoti un bene unico. Lo fa e basta. E questa chiusa emblematica di un fenomeno vero e purtroppo ricorrente fa capire tante cose. Bella.

Rosita Bottigliero28 marzo 2014

Bella e significativa. .una realtà che vedo e sento versi decisamente belli

nemesiel28 marzo 2014

Sono d'accordo con Bruno, questa poesia è di una bellezza pura. Il male che si fa ad un bambino o ad un ragazzo, sono ferite che restano e che tornano a sanguinare anche a distanza di anni. Il bambino deriso resterà sempre insicuro, quel bambino abiterà la sua anima anche in età adulta... anche quando sembrerà sicuro di sè sarà solo perché avrà imparato a gestire in qualche modo il dolore. L'amore dei familiari non sempre basta perché è nella psicologia umana il bisogno di far parte del gruppo di coetanei e da questi essere accettati. Non tutti hanno la forza di volgere le spalle, allora solitudine e introversione diventano le sole difese o, come qualche volta tragicamente accade, si decide di porre fine ad una sofferenza sentita insopportabile

Donato Leo28 marzo 2014

Tema attuale e molti giovani rimangono intrappolati da questo fenomeno del bullismo.

Berta Biagini29 marzo 2014

Si sente in questi versi la dolcezza di chi si esprime su di un raccapricciante modo di vivere – il tempo non riuscirà purtroppo mai a cancellare le sofferenze subite.

Alberto De Matteis30 marzo 2014

Una lirica che nasce dal cuore e dalla consapevolezza che le cose descritte dal bravo Autore, purtroppo, capitano ancora tra i nostri ragazzi, nonostante tanti sforzi da parte di genitori, insegnanti ed educatori.

Nadia Mazzocco31 marzo 2014

Una Poesia che prende il cuore, mi ha commossa ...la chiusa poi... Si sente il dolore nell'attenta e straziante descrizione, ma anche tanto amore e tanta forza impressa nei versi finali in questa poesia stupenda.

Daniela Dessì26 novembre 2014

A volte si resta confinati in un angolo, la vita ci mette con le spalle al muro, e in questo caso per colpa di ragazzetti insolenti che si scagliano sul più debole, andando a incrementare il fenomeno del bullismo che prende piega nella nostra società, dovrebbe essere portato all'attenzione sia nell'ambito scolastico che nelle famiglie per educare i giovani al rispetto di ogni vita umana.