Silenzi

Trafitto
solo dai raggi
tuoi di luce
m'illumino d'immenso
come pietra, bianca di sole
Poveri poeti
anche il vento è un assassino
in questa notte fragile
lassù nel cielo,
moria di stelle, si spengono
ad una ad una
sembrano parole
cadute sulla neve,
silenziose essenze
frecce avvelenate, di luce
Ho sentito un fiore bianco, disperato
cadere presto dal suo ramo,
dalle sue carezze in braccio al vento
e una nave, che stanca del suo porto
-si abbandona-
al mare,
al silenzio
delle onde.
©
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Commenti (2)
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G
Graziella Cardillo28 marzo 2014
Versi ovattati, che rendono soavemente il senso della solitudine e dell'abbandono, come il distacco lieve di quel fiore bianco, che disperato cade dall'abbraccio del suo ramo in braccio al vento e la nave che si abbandona al mare e silenziosa si lascia trasportare dalle onde. Meravigliosa, pura poesia dipinta dall'animo.
nemesiel29 marzo 2014
Profondamente struggente... si passa dalla luce abbagliante (omaggio delicatissimo a Ungaretti) che trafigge, e quindi attraversa, nell'immagine splendente di quella pietra bianca, intensa... al silenzio di quelle stelle che si spengono, al dolore di quel fiore caduto troppo presto, a quella nave che si abbandona stanca al mare... Tutto sembra più buio... dove è finita tutta quella luce? Ricerca o accadimento?
