Possiedo un amore
Mario Contini
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Incanta i miei sensi
la voce del vento
io sono fragilità e fortezza
nella ragnatela del dubbio
la nebbia offusca
i vetri dell'anima, e il mio,
è un vagare infinito
nel poco azzurro che resta
non so che volto abbia
la speranza,
l'ho vista mille volte e in mille volti
il peggiore dei miei mali
è sforzarmi
di comprendere le ragioni,
quando dilania l'apatia
e il tempo mi passa tra le dita
possiedo un amore
nato su strade polverose
ha il profumo del grano maturo
il potere di sciogliermi
il nodo in gola
ha uno specchio dentro
in cui mi vedo, mi riconosco...
ma l'amore consuma
chi non sa stare a mani giunte,
chi non ha preghiere
per scongiurare l'abbandono
e la solitudine è scaltra
a volte parla per farti credere
d'essere meno solo.
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L'autore
Mario Contini
Commenti (1)
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Salvo Aldini2 aprile 2014
...ma l'amore consuma chi non sa stare a mani giunte, chi non ha preghiere per scongiurare l'abbandono... "Credo proprio di non aver mai letto versi così profondi quanto sublimi. Una lirica impregnata di tormenti sconosciuti, o forse troppo conosciuti. Magistralmente scritta, stupenda nella sua triste veste, suoni di rimpianti e stanchezze esprime il poeta. La stanchezza di restar piegato a giochi ormai troppo tortuosi per il suo cuore. Penso proprio che in questa lirica poetica ci sia davvero una magnificenza immane del poeta. Complimenti."

