Il tempo che non c'è
carla vercelli
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La giostrina ha tre destrieri bianchi
e una copertura in confetto rosa
una balaustra le contorna i fianchi
dove s'accede al palco che riposa.
Ma se per caso musica ti manchi
o sei irritato per minima cosa
imprimi una movenza che non stanchi
il congegno delle note a iosa.
Sgorgano dal centro al limitare
dolci sonate infantili démodé
che i cavallini lenti fan girare.
I crucci se ne vanno a immaginare
il tempo che apparente più non c'è
ma torna se non smetti di sognare.
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L'autore
carla vercelli
Sono laureata in filosofia con indirizzo psicologico dal 1989. Pittrice, poetessa, scrittrice, ho pubblicato: "Il cielo ha il colore delle rose" (2012), "Coglimi d’ineffabile Poesie d’Eros" (2014/2019), "Cromistorie: vi racconto una fiaba colorata" (2014), "Bello più di prima" (2015), "La volpe e la parola"
Commenti (1)
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Francesco Falconetti29 marzo 2014
Rifugiarsi nei suoni e nelle immagini d'infanzia non è mai banale ed infantile, è una "terapia" straordinariamente efficace.

