Ad un passo
Barbara Golini
817 poesie pubblicate
+ Segui

ad un passo dal primo incrocio, dove incontrasti me e il mio destino
c'erano nuvole grigie quella sera e il ricordo di un tiepido sole
non alzavo lo sguardo che al rumore, passo indefinito nel buio
(ho pensato di te, ma non sussurrato al mondo)
quattro passi più in là c'era il vento che la faceva da padrone
in questa gelida primavera che ricordava di scalate e di innevate
poca acqua ancor meno pane, le parole erano in saldo
(svendute al primo che se le bevesse d'un fiato)
otto i passi verso la luna, a testa in giù pendevo ancora
c'era qualcosa che nell'aria mi ricordava l'odio, l'invidia
la rabbia mordeva il pane, quel poco che ancora c'era
(a me legarono le mani e imbavagliarono il viso)
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Barbara Golini
Sinceramente a me non serve proprio nulla, se non il mio animo (M.Cvetaeva) Grazie. Barbara ....non ho mai iniziato, né mai finito.......
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Azar Rudif30 marzo 2014
C'è una sequenza geometrica in questi versi (1- 2-4- 8) che rende un senso di "misterioso" e di un odio ricordato alla fine, ma se volutamente legato alla sequenza (la progressione geometrica dei numeri pari generati dall'1) diventa legato all'odio atavico tra bene e male. Forse avrò letto male, ma una nota dell'autore mi piacerebbe

