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Introspezione 29 marzo 2014 · lettura 1 min · 1867 letture

Cercando me stesso

Michelangelo La Rocca 413 poesie pubblicate
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Non mi conosco, non so chi sono. Mi cerco senza trovarmi. Per fuggevoli attimi ho visto il mio sorriso specchiarsi nel sole che intiepidiva l’alba di un giorno nascente tra speranze e illusioni. Poi l’ho visto smarrirsi tra gli acciacchi del sole stanco che si assopiva nel mare. Ho visto il mio sguardo nella luna opaca che fende il buio della notte. Mi sono sentito triste come un passerotto con le ali tagliate, prigioniero di sogni quasi sempre svaniti. Ho esplorato valli ombrose e senza sole, cieli nuvolosi e lontani, anelato chimerici orizzonti. Ho percorso accidentati sentieri e vicoli senza vie d’uscita per ritornare lì da dov’ero partito con le mani vuote e già piene di rughe. Tenace non desisto e ricomincio a... cercarmi.
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Lirica introspettiva, sulla perenne ricerca di se stessi. Una ricerca senza fine, è la stessa ragione che sta alla base della nostra vita, dei dubbi esistenziali e per questo che si fermerà, se si fermerà, soltanto qualche attimo dopo la fine della nostra esistenza!22 aprile 2016
L'autore
Michelangelo La Rocca

Sono nato a Raffadali (AG) il 4/5/56 e nel ‘74 ho conseguito la maturità classica presso il liceo Empedocle di Agrigento. Appena diciottenne mi sono iscritto alla Facoltà di Giurisprudenza di Palermo presso la quale mi sono laureato nel 1978. Ho subito vinto il concorso per Segretari Comunali ed a soli ventitrè ho iniz

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Commenti (4)

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Sara Acireale30 marzo 2014

Il Poeta intraprende un viaggio alla ricerca di se stesso, della sua interiorità, della sua essenza più intima. È, forse, il viaggio più difficile che una persona possa intraprendere: s'incontrano, difficoltà di ogni genere, bisogna incamminarsi su un arduo sentiero ma alla fine, se si cerca con sincerità si trova la via che porta alla vera essenza. Bisogna che, durante il cammino, ci si liberi dalla zavorra e da tutto ciò che è un peso inutile e alla fine si arriva alla vetta per trovare la propria interiorità. Pubblicazione sinceramente apprezzata per contenuto e forma scorrevole

G
Giusy Gosparini31 marzo 2014

Quante volte mi sono chiesta: Chi sono io? Spesso vorremmo trovarci in posti immaginari e quindi diamo libero sfogo alla fantasia. Facciamo della nostra vita un altalenarsi di momenti gioiosi a tristi, di ricordi e di emozioni, prigionieri di un sogno troppo presto svanito. Lungo o breve il peregrinare, secondo l'intensità della vita, ci sembra di ritornare al punto di partenza con le mani vuote ma non è così... se analizziamo con attenzione ci troveremo tante cose di cui ci farà piacere aver vissuto. Comunque, caro Michelangelo, la vita è una continua ricerca di noi stessi per migliorarne l'esistenza. Bella lirica, complimenti!

Angela Schembri4 maggio 2016

Una lirica introspettiva che verseggia la continua ricerca del sè insita nella natura dell'uomo perchè, senza di essa, non vi sarebbe crescita individuale. Da attenta riflessione troviamo nel nostro cammin di vita vari momenti di speranze ed illusioni, di tristezza e di felicità, soddisfazioni ed insoddisfazioni. Tocca all'uomo ritrovare quel giusto equilibrio che porta a vivere con armonia e soddisfazione con se stessi e conseguentemente con gli altri. Molto bella e piacevole alla lettura per le sentite immagini. Complimenti!

Melina Licata6 maggio 2016

Capitano spesso momenti di sconforto e smarrimento in cui ci si interroga, sulla propria esistenza, sui progetti di vita desiderati e mai realizzati... La tristezza fa da padrona in questi versi, che non abbandonano certo la speranza... l'Autore fa un viaggio attraverso la propria anima, per riflettere su un passato poco clemente animandosi di coraggio per "ricominciare a cercarsi"