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Alboraletti Enrica
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pesante
la porta si chiude all'imbrunir del giorno
muta la casa tua intorno
inutile calzare pianelle
che il soffuso calpestio disturba la quiete
ti guardi ti chiedi ti ascolti
alfin ti rispondi
spunta il profilo lontano compagno della luna
amoreggi con l'alito di vento che sfiora
ti rubi un istante
indugi sull'essere o l'apparire
ti fermi
sul muro che il grande foglio supplisce
in rosso fuoco fermi le parole del dire
t'involi in piogge del tempo
ignuda ti bagni
t'asciughi al caldo sole d'un sogno
assapori il sale su labbra frementi
arse di dimentico amore
bussa il giorno
in silenzio alla tua porta
nascondi l'essere
usi l'apparire
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L'autore
Alboraletti Enrica
Ho fatto mie ,poche semplici parole, che sono a memore scritte, in epigrafe, sul ceruleo marmo di mia madre. L’UMILTA’LA SEMPLICITA’ DELL’ESSERE, RENDONO L’ UOMO SAGGIO PER QUESTO LIBERO... Eccomi sono così...
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