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Sociale 30 marzo 2014 · lettura 1 min · 3743 letture

Modernità

Patrizia Ensoli 1223 poesie pubblicate
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Stanziati, colonizzati dalla normalità dell’imbarazzo calessi dalle ruote scricchiolanti scivolano nudi su terreni chiusi impolverando gli occhi recintati e senza muoversi fedeli ai tarli, scrollano una finissima segatura sfuggendo le fittizie cicatrici del cavallo bianco, senza più criniera che piange, piange la sua triste fine.
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Faccio uno sforzo e ve la spiego... Cavallo bianco: sapienza ereditata dagli antichi bianco: purezza della specie tarli e segatura: cattivo uso dell’eredità.

L'autore
Patrizia Ensoli

Solo una donna, nient’altro

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Commenti (3)

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P
Paolo Morganti30 marzo 2014

In un calesse troviamo un poco di tutto, la lentezza con la quale si va avanti, anche se barcollante dovuta alla durezza delle ruote che impattano su tereeni sconnessi è d'altra parte rassicurante,. Sul calesse si può viaggiare da soli ma anche in due, si sta seduti cokodi sulla pelle imbottita e protetti ai lati da eventuali rovesci e cadute dulcis in fondo il cavallo che aiuta a tirare il moderno e aggiornato quanto rozzo birroccio. C'è tutta una storia di vita in questi versi che analizzano l'andatura e il percorso di uomini, andatura che porta verso qualsiasi posto che il lettore può nella sua mente costruire e immaginare a suo piacimento.

Freawaru30 marzo 2014

Come interpretare questi versi? In molti modi dire, ad ogni lettura un significato nuovo e mi soffermo sui calessi delle grandi città, sulla cecità mentale dei più e su questi splendidi versi che sono aperti a molte chiavi di lettura considerando che alla fine, pochi hanno coraggio di reagire rimanendo imbragati all'interno di briglie artificiosamente costruire. Complimenti sinceri!

Paola Galli31 marzo 2014

effettivamente ci resta ben poco della purezza! ed il cavallo piange e ne ha ben donde! tristemente si sgretola l'umana razza e la sapienza che c'è stata donata, qualcuno anzi più d'uno si rivolterà nella tomba!