Stringhe
sebina pintaldi
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Le crepe dei suoi labirinti
erano stipate e numerose.
Vi si nascondeva ogni qualvolta
salate stringhe acquose
le solcavano le gote
sino a renderla inerte.
Vulnerabile!
Le lasciava fluire come lo scorrere di un traffico.
Poi, tornava a galla da quei fondali salvifici
e si ripeteva che tutto era tornato a posto.
Tanto... tutto passa!
Si guardava allo specchio.
Si stordiva nell'incertezza del suo riflesso!
E nel rombo dell'eccitante recupero di sé
si esortava ad essere forte, invincibile e intoccabile!
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