Solido etere
Valerio Foglia
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Danzo come lupi felici
la notte
nella caverna.
Provo dispiacere
nel sentirmi lontano
nell’oscurità
prima che venga giorno.
Come gocce di acqua
in fondo a quel vuoto
arrivano suoni e voci.
Con echi profondi
giungono
con fatica.
Pare di toccare la luce che verrà.
Non resisterò oltre.
Una vecchia corda, per salire
una mano, da lasciare
il suono di una tromba
che s’allunga.
La storia di una vita
l’inciampo di un momento.
Si sente a stento, un lieve fremito.
Passi e rocce, come nemici
ritorno di gocce in fondo a quel buio.
Solido etere, nella caverna
dopo un lungo digiuno.
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Valerio Foglia
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