La mia civiltà
Angela Fragiacomo
657 poesie pubblicate
+ Segui
I
Se di morte si tratta
del coriaceo scarafaggio senza testa,
del bozzolo di ragno o più docile
del lepidottero: venga
non la temo -
il cinguettare indefettibile appassiona
il mio abbaino
chissà come
familiare
nella rappresentazione d’oblio
l'abitudine ha gusto di lingua al palato -
neppure la zolla pronta
mi dice orrore, piuttosto
il foro cieco
per nulla stupito d'una matura idiozia
- due gambe signori -
temo come un folle la convinta ignoranza
- estasiata dal vento
all'altare solida;
II
Se di catena si tratta
del krill nella balena o della fuga - disperante d’una gazzella
- è quiete
la ferocia del Re -
tanto quanto
lo splendore del Cerbero -
Altro anello ha gole d’oro -
al potente costrutto che in capo Atlante regge
un solo governo
- ossa cave -
non fatemi dire
ciò che so -
ben più oscuro, inscindibile da me
d’una prematura morte
🌐
Pubblicata con licenza Creative Commons: puoi condividerla e ripubblicarla citando l’autore e la fonte.
L'autore
Angela Fragiacomo
Gli animali furono imperfetti, lunghi di coda, plumbei di testa. Piano piano si misero in ordine, divennero paesaggio, acquistarono nèi, grazia, volo. Il gatto, soltanto il gatto apparve completo e orgoglioso: nacque completamente rifinito, cammina solo e sa quello che vuole. . L'uomo vuol essere pesce
Commenti (2)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Clara Gismondi2 aprile 2014
Poesia che viaggia su canali sotterranei... per riemergere nel bisogno di denuncia, di dare una voce al mal di vivere... Un vero labirinto! MI piace molto!
mario calzolaro2 aprile 2014
L'efficacia della suggestione è tangibile nei componimenti di questa autrice che ammiro.


