312 lettori online · 363.306 poesie · 7.565 autori
La Piazza Entra Iscriviti
S Scrivere Poesie & Racconti
Pubblica
Home Poesie Natura
Natura 3 aprile 2014 · lettura 5 min · 1253 letture

Ode- sonetto a una Tempesta di Montagna

Massimiliano Zaino 1199 poesie pubblicate
+ Segui
Fredda tu, oh la Tempesta, che t’innalzi a tante vette e ai valichi, or lusinghi quel che ‘l soffiar del vento ne sobbalzi! Strilli e vai e alle vallate emani ringhi, e l’eco aguzza in te s’ammutolisce, ‘ve ‘l ciel se’ tu che spietata n’arringhi; e ‘ve ‘l tramonto all’ignoto perisce folgoreggi impazzita ai rivi e all’ima felce, e tua Furia aspra più non finisce. Tant’è a quest’alma la tua possa prima che più funesta mi desti or quïete, e non mi par che tu sia orrenda e infìma; e quel che illumini ancor - vaghe mete - col lampo è un son che mi placa la sete! Oh Tempesta che pia soffi in tormenti, sempre vai a empir di te questa montagna, e i sensi miei n’imperi e i turbamenti, e ‘l piagner tuo - di grandini - mi bagna come nel prato le fresche rugiade ai fior, e ‘l vento più ardito si lagna. N’empi di rivi l’alpine contrade, e mi tuoneggi or d’ansia primavera dagli erti passi, alle più basse rade. Ma sibben trista tu sia e ai nembi nera, tanto piaci all’ardor ch’è in me, e le cime con questo veggono or l’orba tua cera; e tu se’ bella, e splendida e sublime, de’i ciel signora e di queste mie rime! Dolce è udirti, oh Tempesta, e in sul singulto del lasso e inquieto vento io vagabondo e in sotto ‘l volto d’un nugolo occulto, e in sul cor che mi vibra, l’iracondo io intendo ‘l fischio dell’arsa saëtta, e ‘l tuo orizzonte di brume è profondo. Allor la Furia che al suol si rigetta del grondar di tue piogge s’avvicina, e io la contemplo da quest’alta vetta, e un lampo tuo ha le forme d’una spina, cui la sua vena lentamente muore - di sé medesima è pur l’assassina. Ahi quanto molli mi sono quest’ore, ove in ciel si lampeggia ‘l tuo furore! T’odo andar d’uragano all’ime valli cui l’occhio mio rivolge l’iri aprìche, e inebri d’acque gl’imi e i tersi calli, e va la grandine in sopra le spiche che al maëstrale ammutoliscon prone, e ti si lagnano in fin le rocce antiche. Ma ben più che molesta la tenzone che ai nembi vive m’è cara e sicura, come m’è quieta l’alma tua canzone, e ai piedi miei si lagna la Natura, e sento ‘l ciel che gemente tuoneggia, e ancor più la tua effigie in ciel s’oscura; e l’ansia pioggia ansiosa folgoreggia, e in cor di lei sta un ghiaccio, e mi dileggia. Così vado errabondo a questa cima che a te, o Tempesta, si trema perenne, e d’un sentir mi pasco che sublima, onde in tra’i lampi, e i tòni e le lor penne vammi al core un sapor di possa arcana, che al vento mòve ‘l crine che m’è indenne. Qui la Natura urlando t’è sovrana, e son io vostra preda in tante doglie che più n’aspetto Sorte disumana; e pur i monti, e i ghiacci amo e le foglie, e grondanti le nubi ancor n’ammiro, e ‘l vostro fascino or più mi distoglie. Un lampo... un tòno... incognito sospiro, son vento e Intero, con voi un sol respiro! Oh Tempesta che inondi i fonti alpini e che ne colmi gli alvei e i rivi freschi, se’ bella tu che n’aliti in su’i pini, e in te n’ho i brividi, e i freddi e donneschi tuoi grembi riempion le vallate d’onde ‘ve annegar ne discerno i cardi e i peschi! Cupa se’ tu, e le tue ciglia iraconde, e d’Espèria i tuoi raggi grondan brume, e a tremar or men sto a luci tue bionde, e a me ‘l tuo volto piace, e tanto ‘l lume che a saëttar ne desia agli occhi miei, e la tua pelle trapunta d’agrume; e i tuoi ghiacciai pegli orizzonti orei mi sono un nettare ameno di Dei! Ma se in ciel la possanza ti si strema, e dianzi a me non più tonando corri, come in malìa risona un anatema, ché quel che giova al mio cor cui discorri svanisce presto, tu istessa che gridi - e febbrilmente - de’i monti alle torri. Allor ne veggo spogli e tersi i lidi che ‘l tuo furor stancato n’abbandona come l’augel ramingo da’i suoi nidi; e orrenda m’è la nube che non tòna, lei che si smorza - la tua pioggia - e in core sol di te l’eco oramai mi risòna, sicché or che son privo del tuo fragore questa montagna m’è insano dolore!
♥ 0 💬 0
© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Massimiliano Zaino

Saluti a tutti i lettori e a tutte le lettrici. Sono nato nell'agosto del 1988. Già dai primi anni di scuola ho sviluppato una vocazione per le materie umanistiche... vocazione questa che è impetuosamente esplosa nell'ultimo anno della Terza Media e nel primo anno di Ginnasio del Liceo Classico. Appassionato di Stori

Tutte le opere →

Commenti (0)

Accedi per lasciare un commento.Accedi

Ancora nessun commento. Scrivi il primo!