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Ribellione 3 aprile 2014 · lettura 1 min · 2765 letture

Poco più in là

Patrizia Ensoli 1223 poesie pubblicate
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Ho visto stelle illuminare il cielo profanando il nero della notte Ho ascoltato l’aria della sera che pizzicava piano le mie gote Tutto lineare, addolcito dal bianco sepolcrale della luna (lei sa) Visione e prospettiva assai più ampia dalla finestra, in vetta, sul soffitto (un pianto) Invano i miei sogni accarezzan l’aurora se in quel luogo lontano si proietta il ritorno Chiaro di luna, senza gloria o speranza dove cala il sipario perdendo aria non si respira sott’acqua in viaggio d’apnea.
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Sotto lo stesso cielo, ma ognuno distante da se ...

L'autore
Patrizia Ensoli

Solo una donna, nient’altro

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Commenti (5)

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P
Paolo Morganti3 aprile 2014

Se il fine della poesia, espressa in manier eccellente, dall'autrice, è quello di far vivere al lettore un volo interiore che si proietta in un cosmo infinito quindi rappresenta un piccolo punto in un immenso contesto, creando i presupposti per definire ognuno parte del tutto e l'universo fin troppo piccolo per contenere le gioie di anime unite anche se sparse e lontane, a mio modesto avviso dico che questa finalità è raggiunta, anche se la mancanza di respiro che attanaglia e che è provocata da dolori che la vita ci pone molte volte davanti a noi, viene, questa apnea, superata agevolmente dalla speranza di ritornare a respirare in superficie, magari con una luce adamantina di una luna meno fosca e più chiara e brillante.

M
Mariasilvia3 aprile 2014

Stelle che illuminano lo stesso cielo in modo diverso e lontano. Poco spazio per muoversi e far entrare la luce nell'animo. Vita intersecata da sentieri forse inaccessibili e vuoti... dove le miserie e i misteri sono in fondo... ascoltando il cuore i silenzi sono meno sacrali. Intensa e triste come note di un pianoforte scordato... Apprezzata per contenuto e impareggiabile stile ...Chiusa!!!

Freawaru4 aprile 2014

Incredibilmente efficace l'immagine delle stelle che profanano l'oscurità della notte. E forse siamo tutti più distanti del dovuto e ci rimane solo il pianto in quella soffitta. Molto sentita e apprezzata!

Paola Galli6 aprile 2014

è uno stato d'animo espresso con intensità! sembra che manchi il respiro, come all'autrice, passi malinconici a tratti disperati che si appellano alla luce degli astri per poter resistere e sopravvivere! un intensa melodia che colpisce ed emoziona!

Rita Minniti7 aprile 2014

Intensità espressiva che commuove, che fa vibrare le corde del cuore e rabbrividire. Un intimo abbandono che sfocia nella malinconia e dove l'anima si raffronta al cospetto di un pensiero delirante e confuso, perdendosi nei meandri oscuri di quei perché... a cui molte volte non si sa dare una risposta. Là dove gli stessi sogni, non sognano più, là dove, come scrive l'autrice, non c'è più un respiro che possa avere fiato per tornare a galla.