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Questa pagina ha una colonna sonora scelta da Paola Vigilante
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Sociale 3 aprile 2014 · lettura 1 min · 1717 letture

Reinventarsi una vita

Paola Vigilante 219 poesie pubblicate
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Sei venuto da lontano poco più di un ragazzino e per sbarcare in questo mare un gravoso peso ti sei dovuto sobbarcare. Ora la tua vita è racchiusa tra un campo da seminare dove inizia la tua schiavitù e dove, dal sorgere del sole al suo tramontare, per pochi miseri euro spacchi la tua schiena mentre le tue mani, sporche, ardono al fuoco cocente del sole. Il tuo padrone non ha pietà, come un caporale lui ti maltratta sfruttando la tua ignoranza e le tue difficoltà. Nel tuo paese hai lasciato una famiglia, e il grande desiderio di farla venire qua s’infrange contro la dura realtà di ritrovarsi poi a patire insieme ancor di più miseria e povertà. Il tetto che ti ripara è simile a una tortura, ti costa caro, più di quel che vale, è fatiscente e pure irregolare. Tanta fatica avrà poi una ricompensa se non in questa, in un’altra vita? Noi figli dell’opulenza potremmo mai entrare nel cuore e nella mente di chi con tanta fatica ogni giorno ricomincia daccapo a reinventarsi la vita?
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L'autore
Paola Vigilante

Sono nata a Roma nel febbraio del 1969. Scrivo per ascoltare e far parlare la mia anima, il mio cuore, per trasmettere e comunicare. Credo che la poesia sia un’ottima forma di condivisione di pensieri, sensazioni, emozioni, vita vissuta o solo sognata. Mi infonde gioia il pensare di poter condividere tutto ciò attrave

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Commenti (5)

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Alberto De Matteis3 aprile 2014

Purtroppo è una dura realtà ed una piaga, potrei dire, sociale quella che è stata descritta con dovizia di particolari dalla brava Autrice con la poesia proposta. Per questo occorrono maggiori controlli mirati per poter debellare il cd. caporalato che non fa altro che sfruttare quelle persone che come tutte le altre hanno la stessa dignità.

Sara Acireale4 aprile 2014

Una poesia che descrive la cruda realtà di tante persone che lasciano il loro paese e la loro famiglia per avere un avvenire migliore, reinventarsi una vita, come scrive la sensibile Poetessa. Anche se la schiavitù è stata debellata da secoli, con il fenomeno del caporalato praticato sugli stranieri, sembra essere diventata una triste realtà dei nostri giorni. Penso che (specialmente noi italiani che abbiamo conosciuto l'emigrazione) dovremo essere più sensibili a queste problematiche, più solidali con chi vuole affrontare il destino per capovolgere tutto e affrontare disagi pur di ottenere qualcosa in più dalla vita. Non è soltanto per "buonismo" che dobbiamo fare questo ma, soprattutto, perché TUTTI abbiamo la stessa dignità di PERSONE.

Cinzia Gargiulo4 aprile 2014

Purtroppo sempre più spesso accade che chi parte dal proprio paese alla ricerca di un futuro migliore si scontri poi con una dura realtà e vede cadere tutte le speranze ed i sogni che aveva. Un mondo migliore e giusto che dia gli stessi diritti a tutti appare ancora lontano, dobbiamo ancora lavorarci tanto... Una riflessione molto accorata, apprezzata molto.

carla composto4 aprile 2014

un tema forte sul quale l'autrice ha ben espresso in righe di poesia il suo parere che condivido ...bellissimi versi che conservo

Attenta analisi e riflessione poetica su una delle piaghe e lacerazioni sociali più drammatiche della nostra epoca ... la tragedia di chi parte verso un destino ignoto e tutto da riscrivere, alla ricerca di una speranza di vita migliore, abbandonando per questo affetti e radici ... proiezione verso un sogno che il più delle volte di traduce in viaggio della disperazione e approdo a una situazione squallida di mortificazione e sfruttamento ... credo che dovremmo ricordare le storie di tanti nostri padri emigranti per capire realmente la miseria e desolazione di questa condizione umana