Café du Prince
Francesco Paolo
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Ho provato a snellire la giacca,
e venire a bussare alla porta di Madame
Suzette; tu non c'eri nella deliziante
cantina di macarons, e nemmeno fra
i codazzi di torte tatìn.
Ho ordinato una brocca di cafè exprès,
mentre il motto di Robespierre ciondolava
tra gli affiches pubblicitari di una marca
di consommè.
La sera Rue Chatillon libera ninfe che
agitano i volti, e mettono le ginocchia
scoperte vicino ai passanti.
Tu mi sembravi quel velo amaranto
disceso sulla metro per Montparnasse.
Ed anche a Saint- Sulpice l'impressione
è stata quella di un principe ubriaco
di scettri, che se ne va a gomiti scoperti
per le cinzioni delle navate.
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