Mi chiedo perché continuo a scrivere poesie

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Scrivere è terapeutico, scrivere è un po' uccidere i nostri fantasmi, le nostre angosce. Scrivere, è non sentire i morsi della solitudine (che non è il vivere da soli) è provare attimi di felicità e di angoscia, scrivere è vivere...
scrivere è lasciarsi nel cuore le note della vita... sia esse meravigliose, sia esse malinconiche. ... uno sguardo al cuore che incita l'anima a dare... poesia. versi dolcissimi
Il poeta, in questa poesia, mostra di avere tutti gli ingredienti che formano il vero scrittore, o almeno due: la necessità di scrivere per recuperare il passato, perché ciò, oltre a farlo stare meglio, serve anche a tramandare agli altri momenti di vita che rischierebbero di andare forse per sempre perduti, e la consapevolezza della sconfitta, senza la quale non mi risulta che possa nascere una qualche opera letteraria di vero pregio (gli dei, può darsi, pentiti per la sconfitta che gli hanno fatto subire, ricompensano lo scrittore con le gioie sopraffine che il dono della scrittura sa fargli provare) .
un bisogno naturale che arriva spontameo dal profondo del cuore... un dono prezioso che deve esser coltivato versi sentiti e belli
Scrivere è: ossigeno per il cuore, ristoro per l'anima
è lo sfogo d'una sensibilità poetica che canta la disfatta, la delusione, l'angoscia per una terra tanto amata divenuta di cartapesta, lo sgretolarsi lento ed inesorabile di tutto ciò che di più caro abbiamo! un amore viscerale per le origini, i borghi natii, i ricordi di tempi felici, dove la semplicità bastava a vivere, che si frantuma sotto occhi attoniti e disperati, ed il bisogno inesorabile di fermare sulla carta queste sensazioni seppur dolorose!





