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Riflessioni 4 aprile 2014 · lettura 1 min · 3041 letture

Mi chiedo perché continuo a scrivere poesie

Duilio Martino 581 poesie pubblicate
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Mi turba qualche oscura ragione per cui piego ginocchia ogni volta che - sviscerando stenti - scrivo e in versi vi racconto del mio vecchio borgo in terre sperdute di Fragine. E’ la pelle che beve e sorso dopo sorso - lentamente - senza disperderne una sola goccia io m’avveleno col soave vino. Perché? (Continuo a chiedermi) perché m’attorco sotto il peso d’un senno sterile che mi induce a mutare l’immutabile ad arginare la fiumara ed a sviare del torrente il corso. Mi chiedo quale sia il sortilegio che sospinge ad aggrapparmi a sassi sfatti dentro strette vie a respirare storia la grigia polvere dei giorni morti; la polvere non ha il sapore di vittoria dell’alloro e del podio e della gloria ha il retrogusto d’una batosta dura ha il sapore di resa di prigione e di gogna... ha l’efferato afrore di disfatta. Mi chiedo quale sia la ragione per cui - seppure tumefatto - io continui a scrivere poesie.
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Commenti (6)

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Scrivere è terapeutico, scrivere è un po' uccidere i nostri fantasmi, le nostre angosce. Scrivere, è non sentire i morsi della solitudine (che non è il vivere da soli) è provare attimi di felicità e di angoscia, scrivere è vivere...

Rosita Bottigliero4 aprile 2014

scrivere è lasciarsi nel cuore le note della vita... sia esse meravigliose, sia esse malinconiche. ... uno sguardo al cuore che incita l'anima a dare... poesia. versi dolcissimi

A
Antonio Terracciano4 aprile 2014

Il poeta, in questa poesia, mostra di avere tutti gli ingredienti che formano il vero scrittore, o almeno due: la necessità di scrivere per recuperare il passato, perché ciò, oltre a farlo stare meglio, serve anche a tramandare agli altri momenti di vita che rischierebbero di andare forse per sempre perduti, e la consapevolezza della sconfitta, senza la quale non mi risulta che possa nascere una qualche opera letteraria di vero pregio (gli dei, può darsi, pentiti per la sconfitta che gli hanno fatto subire, ricompensano lo scrittore con le gioie sopraffine che il dono della scrittura sa fargli provare) .

carla composto4 aprile 2014

un bisogno naturale che arriva spontameo dal profondo del cuore... un dono prezioso che deve esser coltivato versi sentiti e belli

Claretta Frau5 aprile 2014

Scrivere è: ossigeno per il cuore, ristoro per l'anima

Paola Galli6 aprile 2014

è lo sfogo d'una sensibilità poetica che canta la disfatta, la delusione, l'angoscia per una terra tanto amata divenuta di cartapesta, lo sgretolarsi lento ed inesorabile di tutto ciò che di più caro abbiamo! un amore viscerale per le origini, i borghi natii, i ricordi di tempi felici, dove la semplicità bastava a vivere, che si frantuma sotto occhi attoniti e disperati, ed il bisogno inesorabile di fermare sulla carta queste sensazioni seppur dolorose!