Solo

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La solitudine di un amore dal viaggio senza ritorno è conseguenza di un abbandono dell'anima che ne rimpiange il tempo. Attraverso grandi spazi, il pensiero annega l'essere. piaciuta.
Quale miglior compagnia? L'unica che non deluderà mai... "E penso a te senza me, perenne viaggio senza ritorno" La fine di un amore porta a giuste riflessioni e bilanci, ma come ben dice l'autore la solitudine sarà passeggera, nuovi palpiti imprigioneranno dolcemente il cuore con lacci di seta "eterni"...finché dura la magia illusoria e mendace del "sempre" degli amanti!
"Solo... la mente viaggia restando ferma nel suo stato di abbandono..." spesso, anche in un momento di sconforto o forse a maggior ragione, la mente viaggia e con lei ci fa viaggiare verso sentieri stanchi e stancanti che non portano a nessuna soluzione. Una poesia in cui si respirano vividi dei stati d'animo molto ben espressi ed evocativi.
Tutte le percezioni pervengono intatte al lettore... lo stato d'animo e le sensazioni che lo compongono, fisicità e pensiero... quasi inesistenti i confini fra loro. Chiusa amara ma il dolore non appare insuperabile, in quel "questo respiro che ancora dentro non s'è calmato" vi è il presagire che prima o poi si calmerà...
Non sempre è facile vivere in solitudine, ma quando lo spettacolo che si pone davanti ai nostri occhi è di grande bellezza ogni brutto pensiero viene a decadere e la speranza, avendo radici molto ben attecchite, rimarrà sempre in piedi – l’importante è saper attendere.
un viaggio della mente... con un dolce ricordo... quanta nostalgia in questa lirica dai versi intensi eleganti e sentiti...
Capita che la vita ci ritagli angoli di solitudine. Luoghi per pensare, riflettere, ripercorrere. Anche se qualche malinconia risale da dentro... e il lucido degli occhi non la sa frenare... la vita è così. Umanamente in grado di volare, umanamente... Stati d'animo che poi cambiano, momenti di tristezza che si esauriscono. Il sole torna, risplende... come il sorriso e la speranza.
Solo... e penso a te senza me... e poi subentra quella solitudine, che, si spera, possa essere presto addolcita.
Riccardo riesce a conferire autorevolezza a quel momento estatico colto in prima persona e con fatica, in quella dimensione non si è mai soli, è un insieme con la natura e la solitudine ha una luminosità particolare, intima.









