Scaturigini
rosanna gazzaniga
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Notte sorgiva, scaturigine rivissuta
il vento disarciona la luce.
Dove si va impastando grovigli di amare salive?
Forse dove schizza lo spirito
dove si schiaffeggia un divenire di fallimento
che non esplica il passato
dove maledizioni e benedizioni ricordano l’antico rito
straziare agnelli primogeniti...
Sempre si ritorna esuli, in pellegrinaggio dove si spezzò
l’anima.
Il pozzo è profondo, è sete
ma non serve un secchio al desiderio.
In bilico tra passato e futuro si proiettano ombre
proprio quando si incontra la luce.
Ferite si riaprono nel tempo della maturità
si piangono ingiustizie pagando per la vita.
Ogni notte si leva un urlo
finché sembra normale farlo
poi deportati dal fato verso il nulla
ci si spegne all’improvviso
senza lottare...
Su due monti opposti il vento sferza convinzioni
Il giorno risale su ore di neve
un fotografo oscuro
immortala il male
membranosa semina tra zolle di smaniose parole.
Nessuno se ne accorge, ma tu prova
a chiedere intorno dove hanno raccolto fragole
e spine...
Targhe pallide lo ricorderanno
daranno risposte incredule al corteo sciolto di abiti antichi
zucchero e fiori
e ai pinnacoli immobili del rimorso...
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L'autore
rosanna gazzaniga
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