Prima o poi
Mi dichiarerò stanca
alle pretese dello specchio
sfinita
all'asprezza del corpo
staccherò i polpastrelli
-seccato il vischio della tenacia-
Una folata tiepida:
di poche cose sembrerà nostalgia
a poche vite un saluto
Arresa
il vento di lama -veloce
taglierà il contatto ai piedi
e non so dire dove mi lascerò portare
ma certo che a pensarci ora
so quali ombre vorrei nell'atterraggio
a illuminare i bordi
a dirmi “finalmente”
e (forse) ci sarà un bel caldo
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L'autore
Amara
Non scrivo diari, neppure privati. Meno che meno lo sono i miei testi. Qualcosa di me lo troverete, inevitabilmente, ma sono forme del pensiero che provano a sorpassare le mie per andare oltre.
Commenti (2)
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Francesco Rossi12 aprile 2014
Una poesia di contenuto, forse un senso della resa nel limitare dell'incedere verso una prospettiva voluta ma difficile da raggiungere. L'autrice riesce a toccare corde sensibili e nella riflessione un modo chiaro di domandarsi per trovare la certezza di quella che può essere una resa ma pure una rivincita.
Claretta Frau12 aprile 2014
Prima o poi mi lascerò andare, quando questo avverrà so già chi vorrei trovare ad accogliermi e forse allora non sentirò più freddo. (Questa per me la bellissima chiave di lettura.)


