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Amore 14 aprile 2014 · lettura 5 min · 2494 letture

Ricordo melanconico d'Amore passato; ovvero, un Ritratto di Fanciulla

Massimiliano Zaino 1199 poesie pubblicate
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È presto ‘l vespero, sòna campana l’Ave Maria, vienmi una nobile orma d’arcana prisca Poësia, viene gradevole una signora, giovine e molle all’aura strabica, e m’innamora come una folle brezza d’un attimo di bel mattino quando ritorna l’astro che illumina ogni Destino e l’orbe adorna. La scorgo al vicolo sotto la lampa, è bella e bruna, bianca nell’Ecate è la sua vampa come la Luna. Come una rorida d’alba una rosa, fresca passeggia sotto una nuvola che trista e ansiosa non più lampeggia. La chioma in riccioli lunga e castana questa fanciulla ne tiene - e in brividi - come una vana ombra di Nulla, e dolce e tremula sotto la pioggia alza l’ombrello - orma di tenebra - e da una roggia ode un fringuello. Ella che volgesi forse m’ha scorto, m’ha letto ‘l core che svelto palpita ove son morto di tanto Amore, mi scruta l’anima - impallidisco - lenta sorride dal labbro timido su cui svanisco e che m’uccide; mi vede pallido, soffrente e scialbo piucché d’argento qual piombo in panico, d’in su’ un prunalbo ne intende ‘l vento, ammira ‘l cenere dell’orizzonte ove sta ‘l lampo che fiero spasima e la mia fronte senza più scampo. La guancia in porpora a me si muta, non so che dire a questa Najade forse perduta, m’odo morire. Tremo e n’ho i brividi, ella mi guarda come rapita, sente i miei palpiti come maliarda della mia Vita. È bella è docile come una viola, è una saëtta questa sua immagine che mi consola e che m’aspetta, e rosea e giovine e snella appare, sembra una Dea, sirena all’alighe del greco mare, una ninfea, e in miele e morbido giace ‘l suo seno nel fazzoletto al collo pùdico, come un veleno... come un diletto, e attenta e immobile forse m’origlia, dall’occhio bruno mi scruta i fremiti, batter di ciglia che fia più d’uno; e ‘l cor mi s’agita, non è più domo come in passato - pria del suo fascino - e sono un uomo, e sono amato. La mano è candida, alto è ‘l sembiante; l’ammiro e mentre scruto i suoi gomiti - occhio d’amante - miro ‘l suo ventre, le guardo l’iride, l’ansie pupille fatte d’ardore come meteöre, sono faville - l’odo - d’Amore, son Cieli ed Angioli, Quei che n’avvera tanto sentita di sterili attimi la mia preghiera spesso smarrita. Ma poso indocile a un bel suo palmo, scruto e m’acqueto - n’ha un pegno all’indice - tosto mi calmo, sono irrequieto. Ella n’ha spasimo, pur volge altrove, non sono amato, e piango e làgnomi, e mi commove un tristo Fato. Or che sto in lagrime, adulterino, quest’ansio core forse mi strangolo; e tu, Destino, e tu, Dolore, mi fate all’anima tante irrisioni, voi mi beffate siccome un Dèmone che le passioni m’ha sempre orbate, come una fregola di vano vischio che più si svelle, e vo’ e mi soffoco del vento al fischio!... Oh bianca pelle, oh squame candide, di questa scialba Notte la Luna: guardate ‘l rapsodo che in fino all’alba sogna la bruna; ed or se aggràdavi, se avete pièta di questo core, che i spasmi cessino d’un’alma inquieta di vano Amore! Ai tabernacoli d’un’ansia chiesa, tra gli arsi ceri, tra’ i soni d’organo mi si palesa ella; e mi feri, tu melanconico tristo peccato, tu che m’hai colto come un adultero fiore spezzato che non fia assolto, qual imperterrito rio peccatore, quando Matteo ne legge ‘l parroco, sclama al Signore: «In Gloria Deo!»; sento gli spasimi d’un core impuro, cerco vederla, sempre rabbrivido, e nell’oscuro sembra una perla, è come ‘l stabile fior della cera delle candele che ancor m’accusano, sembra una sfera di quieto miele... e in tra’i bei cantici, e in sul suo viso vengon le pene che mi dà ‘l Diavolo, e ‘l Paradiso fugge, e ‘l mio bene! Ma pio e nostalgico di lei nel core sta un dispiacere che non annovero, forse d’Amore, forse un dolère, siccome l’incubo del mio peccare, e come un fior di giovin primula. Vien meno ‘l mare del mio dolor!
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L'autore
Massimiliano Zaino

Saluti a tutti i lettori e a tutte le lettrici. Sono nato nell'agosto del 1988. Già dai primi anni di scuola ho sviluppato una vocazione per le materie umanistiche... vocazione questa che è impetuosamente esplosa nell'ultimo anno della Terza Media e nel primo anno di Ginnasio del Liceo Classico. Appassionato di Stori

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