La civetta
Civetta che immobile stai
aspettando l'ora mia
che ancor vacilla,
triste son le foglie
che celano il tuo sguardo,
profondi sono gli occhi
gelido il tuo canto
inneggiando alla morte.
Amica
che stringi la mia mano
compagna mia
ancora canta la pennuta civetta
che ride,
ride e canta finché diventa muta
l'ignota ora.
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Commenti (1)
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Francesco Rossi14 aprile 2014
Ho letto con attenzione, l'autore coniuga poeticamente il verso della civetta con la morte, rispolverando un modo di dire. Lo fa con acume e in un verseggiare sciolto.
