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Riflessioni 14 aprile 2014 · lettura 1 min · 1827 letture

Riflessioni notturne

Rasimaco 1768 poesie pubblicate
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Ho tra le mani una rosa ma vorrei fosse un fiordaliso, sospeso è il mio mondo come una corda nel vuoto, miraggio d’umani persi nell’aridità sconfinata d’un deserto. Il bacio di una carezza tormenta il mio pensiero come il tornar sobrio uccide un sogno infranto.
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Rasimaco

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Commenti (5)

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Bruno Leopardi15 aprile 2014

Quello che mi ha colpito e tanto di questa bella poesia, è la sua chiusa. Vera, senza se e senza ma. La sensazione, magistralmente raccontata dal poeta, che si prova quando si torna sobri è davvero quello d'un sogno infranto. Molto bella.

Elena Poldan15 aprile 2014

Una discrepanza fra il mondo esterno che circonda e che nulla dona se non aridi, insensati passi, e un bisogno interiore, invece, di amore e dolcezza, tenerezza, qualcosa che elevi al di sopra del nonsense, che faccia sentire vivi e appagati... questa la mia lettura. Versi densi di senso, che denunciano un grande malessere, un senso di vuoto e un desiderio forte di colmarlo.

Antonella1715 aprile 2014

Risvegliarsi dopo un bel sogno... poesia colma di emozioni. Mi ha colpito molto la metafora del deserto e della sua aridità...come di un cuore solitario e inconsolabile. s+ f

Silvana Poccioni15 aprile 2014

Molto ben congegnata: in pochi versi, strutturati in maniera melodiosa e scorrevole, tutta una serie di immagini interiori e sentimenti ed emozioni che si susseguono e si incalzano, come le note della musica di sottofondo. L'ho molto gradita.

Rita Minniti15 aprile 2014

E' nella notte che si perdono i pensieri e si rimane intorpiditi nei sogni... quelli che alle volte non sono che tali, proprio come scrive l'autore nella chiusa, quando ci confessa che quel che si cerca, quel che si vorrebbe diventa un miraggio e che, nell'aprire gli occhi scompare, o come quando l'allegria dell'alcool fa tornare sobri una volta passato l'effetto, sbriciolandosi così i propri sogni.