I bambini di Rubens
carla vercelli
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Baroccamente pasciuti
dalle guance rubiconde,
la carnagione bianca
come le stradine delle Fiandre,
albergano nudi all’aperto
Sorta di precoce "Déjeuner sur l’erbe"
(anche in arte nulla si crea e nulla si distrugge)
al loro sacro tenero convivio
nessun adulto è ammesso a disturbare
il momento intimo di fusione con la natura
i suoi frutti generosi
Autarchica innocenza che basta a se stessa,
incarnano la bellezza, rappresentano l’amicizia.
Puoi scorgere tra loro uno biondo
-biondo Rubens-
(in arte lo lo stereotipo è lo stile)
contrapposto a un agnello poco mansueto
con un gesto d’amore infonde
il senso di fiducia, quello del sacrificio.
Ma nell’espressione quasi stuporosa degli infanti
in lontananza verde e muta
aleggia soprattutto la speranza.
(L’arte è consona al battito irideo della vita).
©
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L'autore
carla vercelli
Sono laureata in filosofia con indirizzo psicologico dal 1989. Pittrice, poetessa, scrittrice, ho pubblicato: "Il cielo ha il colore delle rose" (2012), "Coglimi d’ineffabile Poesie d’Eros" (2014/2019), "Cromistorie: vi racconto una fiaba colorata" (2014), "Bello più di prima" (2015), "La volpe e la parola"
Commenti (1)
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Francesco Falconetti15 aprile 2014
Nella ricercata espressività descrittiva d'opera (spesso cimento dell'autrice) s'immaginano i pensieri e si scorgono immagini...

