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Donne 16 aprile 2014 · lettura 1 min · 3530 letture

Cicale

Angela Fragiacomo 657 poesie pubblicate
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Aprile - nel bacino di una strada un canovaccio di frappe - dicerie nulla di cui occuparci nulla ovvero muse sprovviste di grazia o mie sorelle - mi muoiono dentro, dentro dico come mosche essiccate - perché benché simili mi infastidiscono a tal punto i loro sospetti - alcun ferro ci arroventa - sembrano dire nell'incomprensibile genuinità una macchia di colore un balcone di periferia con edera rampicante e finta
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L'autore
Angela Fragiacomo

Gli animali furono imperfetti, lunghi di coda, plumbei di testa. Piano piano si misero in ordine, divennero paesaggio, acquistarono nèi, grazia, volo. Il gatto, soltanto il gatto apparve completo e orgoglioso: nacque completamente rifinito, cammina solo e sa quello che vuole. . L'uomo vuol essere pesce

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Commenti (2)

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Elle16 aprile 2014

Bellissima metafora... mi riporta su "sentieri" già percorsi quando mi appartavo ad immaginare cosa avessero tanti da blaterare... mi ritorna tutto il chiacchiericcio superfluo col quale fiumi d'inutile e di superficiale galleggiavano accerchiandomi... non era mai stato possibile sottrarsi. Eppure c'è chi ne va spasmodicamente alla ricerca pur di stratificare vuoti immensi di nera solitudine, di carenze d'ascolto... preferisce cibarsi d'aria lessa, preferisce anche respirare l'alito pesante pur di impegnare quel momento magico...

Paola Galli17 aprile 2014

insito è nell'uomo (di molti almeno) il desiderio di scovare e rovistare nelle vite altrui, e come resistere poi al cicaleccio gaio, alle supposizioni, alle insinuazioni, elaborando il verdetto finale? ma chi giudica chi?? questo è il dilemma!