Cuore ed ottone
Su una piuma di cemento
Vorrei liberarmi da tutto questo pensiero
Ma la mia testa pesa
e come lame, mi taglia nel profondo
Crepe lacerate
Colano su un cuore dipinto di sangue
Un cuore come un ottone
Rigido e freddo
Ma il suo bruciare mi fa sciogliere ed espandere come lava
Butta via la mia densità
Che graffia le pareti di un animo inquieto
Non ho respiri sinceri
Ho solo battiti pericolosi
Per quanto cerchi di nascondere tutto ciò
È presto l’attimo
In cui si nota il mio vagare silenzioso
Mi sento un po' più normale
Per quanto ferito, ma quasi normale
Perché ho capito che ci sono altri prigionieri
In questa gabbia
Ognuno con il suo modo di sfuggire e nascondere
Il proprio dolore come un peccato
Cerchiamo di guarire costruendoci il nostro castello
Che come polvere si sgretola al primo attimo di coscienza
Ma essere stupidi a volte fa parte di una ricerca
Siamo ciò che cerchiamo
E sfuggiamo da ciò che siamo
Su un cuore d’ottone
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Commenti (1)
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Francesco Rossi18 aprile 2014
Leggo per la rima volta questo autore o autrice e la mia impressione è che la poetica espressa si avvalga di spiccata interiorità per quel cuore di ottone rigido e freddo. Ma attenzione, la finezza dell'autore non si ferma perché l'ottone per essere mantenuto pur freddo e inanimato ha bisogno di essere lucidato per fare la sua figura, così come il nostro animo se non viene avvolto dalla luminosità rischia di apparire bello ma freddo.
