Inferno dei corpi perversi
Simona Scudeller
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Ho tempo di pensare
sul treno che porta
nell'essenza del dolore.
E' un viaggio solo andata
” Non so, sono mezza addormentata”
Intorpidita dalla coscienza
che non ho più da contrattare
sollevata dalla nota
-non v'è nulla che puoi fare-
”Lasciate ogni speranza o voi”
che intraprendete questo viaggio.
L'unica presenza è una dea
che combatte per la vita del ricordo.
” Uomo chi è mai sceso nel tuo abisso profondo?
Mare nessuno sa dei beni che celi sul fondo!
Questa epigrafe sentenzia
la natura lapidaria
dei segreti mai sopiti
sono forme latitanti
che resistono all'usura.
Un testamento impertinente
che nessuno può impugnare.
Al di la'
della montagna
troverò la quieta valle
nell'inferno dei corpi perversi.
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L'autore
Simona Scudeller
Commenti (4)
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Rasimaco25 maggio 2007
confermo quanto detto da Lorenzo poesia difficile ma raffinata... ”polì oreo aftò to poimata! mikrinìmou fili mpravi!
Luca Ventura25 maggio 2007
Un testo travagliato e complesso che richiede una lettura attenta. L'ho trovato interessante e di pregio. Molto apprezzato.
M
Marilena25 maggio 2007
molto bella simo, ci regali dei versi molto originali, veri, intrisi d'emozione.Complimenti.
Massimo C25 maggio 2007
E' un componimento poetico che mi è piaciuto molto... complesso ed originale nella sua struttura.Il riferimento a frasi note giova molto... perché ben inserite nel contesto con molta intelligenza. Complimenti



