L'apologia di un seme di mais
Gianpiero De Tomi
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L'abbandono è un gioco fatale
calcifica sino al midollo
cela nella concavità inaspettata
un vincolo imprescindibile.
L'aquila di pietra ha vibrato
un'ala verde di tempo
si sgretola in frammenti
prevale il dramma della terra.
Definisco il volto come icona
la polvere come schiava
per segnare la forma incerta
dietro ogni fraseggio un segreto
si coglie nelle sillabe veloci
il vento devastate della felicità
un anfratto in cui rifugiarsi
un anfiteatro in cui esibire il suicidio.
Un tendine strappato è la differenza
l'incertezza dell'inseguimento
una giostra colma di bocche
conosce a memoria ogni nome
L'apologia di un seme di mais
la sua radice penetra il buio
una torsione univoca fra il lembi
la febbre di vita, il clamore dell'estasi.
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Gianpiero De Tomi
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