Ombre nella notte
You Don’t Know Me
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e venne il tempo dei ricordi
lastre appesantite di malachite
scura linea dei tuoi occhi
pulviscolo di luna sulla pelle
venne la notte
a rincorrere le ore di mezzo
incurante del buio tra le
pieghe delle tenebre
il mascara sulle ciglia
bella come una notte d'estate
impregnata di profumi
sotto una coltre di stelle
si rispecchiò il sogno
e venne il tempo del rimpianto
sapore ambiguo di nettare
e fiele in una coppa di pianto
venne con vesti di seta
ad intrecciare il vento
a sussurrare un canto venne
in mano un calice d'argento
e le catene di vil metallo
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L'autore
You Don’t Know Me
il certo di me non potrà mai essere rimango nell'incerto * 1° aprile 1958 * you don't know me
Commenti (1)
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Silvana Poccioni25 aprile 2014
Tocca le corde più sensibili del mio animo questa lirica, intessuta di ricordi. Si dice che il rimpianto è di chi non sa vivere il presente, ma, chissà! può essere anche un modo di arricchire il cuore nei momenti di malinconia e ridargli forza con la certezza che il passato è l'unica cosa che ci appartiene davvero.

