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Uomini 25 aprile 2014 · lettura 2 min · 2264 letture

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Antonio Terracciano 1000 poesie pubblicate
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Qualche volta riemergono i ricordi tenendo fra le mani vecchi appunti, e stringo tra le mie quelli che scrissi quando seguivo le particolari lezioni sui poeti brasiliani fatte da un professore che nessuno per sudamericano avrebbe preso. Alto, slanciato, biondo, con degli occhi azzurri che potevano incantare ancora facilmente le ragazze, si presentava (se si ricordava) le mattine dei giorni convenuti per parlarci di quel lontano mondo. "Trenta e lode! " alla fine degli esami, con il suo accento quasi genovese, pei suoi rari studenti proponeva (e ne beneficiai pur io una volta): "Ha fatto tanta strada il candidato per venire fin qui: già questo basta! " Una lezione gli riusciva meglio se lui beveva (spesso gli accadeva) tre o quattro bicchierini di buon whisky, che gli serviva per dimenticare la moglie, una danese che l’aveva tradito di frequente, e che lui stesso volentieri chiamava "una puttana" . Cercava di rifarsi con le poche studentesse che avevano l’ardire di entrare dentro l’aula, che sembrava una tana di lupo (ed era questo del suo cognome il significato) . Diceva che in un mondo ormai moderno nulla di male ci sarebbe stato se un professore come lui portato avesse a letto qualche studentessa, purché essa fosse stata maggiorenne. Come a molti poeti spesso accade, alle parole i fatti forse mai seguirono però: io mi ricordo che tornava da solo in qualche casa di profugo politico, soltanto accompagnato dalle intense voci di quei suoi tanti autori prediletti.
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W . non era un professore ordinario, ma uno scrittore di mezza età (autore di tre romanzi d’avanguardia) che, nei primi anni Settanta, come altri suoi connazionali di sinistra (Chico Buarque de Hollanda, ad esempio), si era rifugiato in Italia per sottrarsi alla dittatura militare in Brasile. Brasiliano di origine tedesca, aveva accettato un posto precario all’Università, in attesa di tornare al suo Paese in tempi migliori. Dopo tanti anni, i ricordi delle persone grigie, pur se di valore, si attenuano; restano nitidi quelli di coloro che avevano qualche accentuata peculiarità.

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L'autore
Antonio Terracciano

Sono un ex insegnante di scuola media (di francese) , e vivo nella cittadina in cui sono nato (a quindici chilometri a nord-est di Napoli) . Da giovane scrissi un centinaio di poesie (quasi tutte adesso da buttare) in versi liberi (e qualcuna anche quasi ermetica) , ma poi, dopo un letargo poetico durato più di trent'

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Commenti (2)

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Silvana Poccioni25 aprile 2014

Molto incisivo questo ritratto in versi di un uomo rinato nel ricordo e che è riuscito a realizzare, grazie alle parole del poeta, alcuni dei suoi sogni, rimasti nel cassetto dell'esistenza reale.

elena rapisa26 aprile 2014

Certi personaggi che a molti potrebbero apparire scialbi, rilasciano scie di ricordi che riaffiorano a volte quando si fa più vivo il ricordo di particolari periodi della nostra vita. E il poeta qui ci dipinge sapientemente i tratti molto umani di un uomo che risvegliò in lui sia per i difetti che per i pregi il suo interesse e la sua comprensione. Certamente una persona fuori dal comune.