So che ci sei
Giovanni Monopoli
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Silenziosi tratteggi si mescolano in omertà,
tra vocali insabbiati nei vicoli bui apostrofati
e ombre delineate a mescere pensieri lontani
nelle stanze allineate alla speranza mancante.
Messaggi a leggere sono stropicciando occhi
su giornali ad annunciare notizie sfocate, obsolete
tra i nembi a voler oscurare verità lette
di quadri di vita stinta tra avvinti balocchi.
So che ci sei, il tuo pianto parla,
ho letto il labiale, la forza del voler esserci,
la voglia di vivere pur nella disabilità,
negli sguardi ora mirati nel vuoto della nullità.
Ho preso la tua mano infreddolita, stanca,
l’ho sentita tremante... cercante aiuto
so che ci sei,
so che ci sarai in quel domani,
in quelle albe a fiorire la tua costanza
gioirai della tua esistenza con la tenacia
e il grido al mondo che donerai nella libertà
risuonerà nei cuori con esultanza.
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L'autore
Giovanni Monopoli
Commenti (1)
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Freawaru27 aprile 2014
Una notte anche metaforica, rappresentata in questi versi che trovo molto profondi. Da questa poesia emerge una grande sensibilità e la luce di una possibile nuova speranza. Molto apprezzata!

