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Riflessioni 27 aprile 2014 · lettura 1 min · 3017 letture

Soli

Patrizia Ensoli 1223 poesie pubblicate
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E tu, non senti l’eco lontano non conosci la danza mortale in pieno giorno nel pieno sole che consumò la vita, la mente guardami adesso, nella retorica che sono che forse il viso tradisce, la lama che trapassò il costato nei sensi di colpa di una vita spezzata o forse, il giovanile adagio, in contraddizione alla senilità degli organi divorati dal tempo cannibale, cancro terreno Tu che passi e pretendi, costruttore di te non sarai sfiorato dal prezioso fiume imbizzarrito e folle, nell’urlo bagnato che lo conduce al mare Mare, amante magnifico, empatico, magnetico tormento che si avvicina. E come potrei renderti partecipe se il mio vissuto è mio soltanto, nei mattini di Giugno nei germogli sbocciati, o nell’uragano che devastò il prato scosso le sbarre della mia cella in pieno inverno O, in quell’urlo mai cessato, acquietandolo a volte soccombendogli altre invano e ancora invano ci stringeremo la mano senza sentirci.
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L'autore
Patrizia Ensoli

Solo una donna, nient’altro

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Commenti (9)

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carla composto27 aprile 2014

versi che mi commuovono in partolar modo... bellissima opera che tocca i cuori...

Idalgo Visconti27 aprile 2014

Una poesia che stimmatizza il dolore recitandolo, denunciando le proprie delusioni con le quali la vita e l'età ci accompagnano. Una forma, schietta e diretta, che colpisce come la freccia del destino che ne è il soggetto... Eccellente

Bruno Leopardi27 aprile 2014

E' una poesia davvero dolorosamente bella. Leggendola la commozione m'ha preso e la sua lettura, ha lasciato dentro un senso di sofferenza profonda. la seconda strofa racconta puro dolore e non si sposta di un centimetro questo stato dell'anima, neanche leggendo poi oltre. La nota, pur non compresa in pieno, fa riflettere quanto la poesia ed aggiunge dolore.

C

versi toccanti, velati di melanconia e un pizzico di rabbia x la cara perdita subita, ottimo testo

Freawaru27 aprile 2014

Certo dopo aver letto questi versi lo stato d'animo cambia. Poesia vera, dolorosa e, a tratti, incisiva anche per quell'"urlo mai cessato. Molto apprezzata.

Elle29 aprile 2014

Incontenibile, poesia che sfocia impetuosamente ci arriva forte, come un temporale sulla pelle come lo schiaffo gelido di un vento che cambia stagione come mille spilli pungenti, inevitabili Si sente forte l'urlo del dolore stesso incarnatosi in Anima per poi essere rimesso in sfida dalla vita. un dolore che guarda oltre le miserie, le pochezze... un dolore che ha lo sguardo di un saggio amorevole che sostiene un peso mai scelto dentro un mare uguale come un fiume qualunque, eppure... Unico.

Rita Minniti29 aprile 2014

La triste vena che accompagna le parole di questa poesia trasudano di malinconia, sono lame che trafiggono, che inducono alla sofferente opacità dell'anima in cui si trova avvolta. Una sensazione di tremendo abbandono, di terribile rassegnazione, scuote e al contempo rende inermi davanti a tanto dolore, espresso con uno stile che ingigantisce la bellezza dolorosa del pensiero scaturito dalla mente e così incisivamente affrontato con la poesia. Poesia che prende fin dentro l'anima dall'inizio alla fine, laddove poi l'ultimo verso va a morire in quell'"invano e ancora invano" che non lascia speranza alla speranza di sopravvivere a"quell'urlo mai cessato",qualche volta messo a tacere, ma annidato nel cuore troppo in profondità per essere estirpato!

Francesco Rossi30 aprile 2014

Una melanconica tristezza accompagna questa poesia dove la testimonianza è viva come il ricordo.

M
Mariasilvia1 maggio 2014

In questa lirica che fa rabbrividire per la forte energia e l'intensità che trasuda, ogni desiderio del cuore diventa un urlo. Il valore del silenzio esce nella sua pienezza... l'unico perno possibile. Un vissuto in chiari mattini di giugno devastati dai moti alternanti dei sentimenti. Senza parole!