Ora il vuoto
massimo turbi
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spezzai il fiato
tra i vagoni assonnati
dal grigiore dimenticato
tra le foglie accartocciate
e le mani tremanti di rabbia
si chiusero gli occhi al futuro
ove mi rifugiai cantando
la bellezza dell'innamorata vita
complice di batticuori mai provati
ora il vuoto sparso di cenere
d'incontrollate amnesie
lacerano l'anima mia
ridestandomi tra le coperte
umide di vestigia rugiada
ascolto la brezza avvolgente
del cuore perso alla stazione
sussurrando da lontano
tutta l’amarezza di non averti
al mio fianco per sempre
mortificando l'essenza emotiva
nel vivere solo con la malinconia
colma di dispiaceri esiziali
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L'autore
massimo turbi
Commenti (2)
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Rosita Bottigliero27 aprile 2014
al perdere di un amore ci si sente vuoti ... pervade il tempo schiaffeggiando i ricordi... apprezzata
Galante Arcangelo2 aprile 2018
Quella conosciuta sensazione di essere rapiti dal vuoto e dall’improvvisa amarezza per la mancanza della giusta attenzione, è già una triste esperienza, provata sulla pelle e vissuta nel cuore. Così l’anima non vuole rispondere al perché di quella solitudine che, da sempre, manifesta il fastidio per quei pensieri che, inseguendo il ricordo, lo riaccendono continuamente. Quel senso di personale vuoto è ben descritto, poeticamente, con uno stile semplice, morbido, sobrio e realistico. Letta con piacere e gradita!


