Nei venti il tuo amore
Carezze dobbiamo cantare
nel caldo di un sole
che mai si riposa
potrei narrare di quelle di sposa
o quelle addolcite
dal grembo di madre
ma oggi voglio esaltare
quelle che m'avvolgono
dal mio Dio d'amore
e dove le trovo le divine carezze
se timida nascondo
il desiderio d'ebbrezze
d'affetti
e promesse fatte d'eterno?
Nei venti terreni
che solcano il corpo
percorrono rughe
scavate dal pianto
scolpite dal riso
baciate dall'uomo
c'è la Bora
col suo freddo arrivare
veloce
violenta
un brivido che slancia
oltre la propria prudenza
e spazza paure mettendo
alla prova un coraggio pulito
d'ogni sospetto
come nei viali
le foglie d'inverno
..poi ecco il Libeccio
ti viene ad infiammare
non secca la pelle
la copre d'umore
salino
dal mare ti porta la vita
quando tu
stanca
sfinita
ti arrendi al buio
che scende sugli occhi
umide membra
ti bagnano
il viso ritorna
a cercare l'aurora
e ancora il Maestrale
che forte
ruggisce
ti sveglia
trascina
l'anima quieta ad amare impazzita
ed infine Scirocco di cuore
che sembra seccarti la gola
ed allora ti accorgi che da sempre hai provato
la sete incessante
di darti e di dare
l'interezza dell'anima a chi possa capire
che per una carezza si può anche morire.
©
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Commenti (3)
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R
Robylord26 maggio 2007
uno stile tutto tuo ma ho gradito il significato del tuo poema...
M
Marina Como26 maggio 2007
stupendamente ricalca il tema proposto con originalità e profusione di quadri a tratti dipinti, a volte introspettivi, ma sempre ben pensati. Ed il linguaggio misto ne incalza le svariate tinte.
Triste26 maggio 2007
”che per una carezza si può anche morire.” Originale e bella... letta con molto piacere!
