Aridi chiarori s'impattano lievi
massimo turbi
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nei dimenticati tramonti
increspati dal mare
sorgono vele bianche
e come fiamme s'innalzano
nelle mie mani tremanti
verso l'odissea depravata
dalle nuvole nere del fato ribelle
si piegò il viso
nello scrosciare del tempo
in noi che rimane
di povere creature
assetate del nulla
aridi chiarori s'impattano lievi
tra le scogliere dipinte di cenere
nel mare stropicciato
macchiato di sangue
e camminai lungo
la linea retta dell'incoscienza
perdendomi tra le braccia dell'amore
felice di vivere nella dissolutezza dell'anima
e riportai la prua verso l'orizzonte
colmo della bellezza del cuore
nell'averti addosso finche Dio
mi donerà il respiro di amarti
in tutti i miei giorni vissuti
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