401 lettori online · 355.463 poesie · 7.580 autori
La Piazza Entra Iscriviti
S Scrivere Poesie & Racconti
⌕ Pubblica
Home› Poesie› Morte
Morte 30 aprile 2014 · lettura 4 min · 1122 letture

La Notte e il Cimitero

Massimiliano Zaino 1199 poesie pubblicate
+ Segui
Tace la rorida in ciel la Notte ‘ve grida un pianto di Luna candida sovra le grotte d’un fior affranto; e questo timido di rosa ‘l fiore tremante dorme come che sanguina un smorto core tristo e difforme, ed è ‘l suo petalo negro rubino, come la runa ombreggia ai nugoli di biancospino in orma bruna. Urla la timida selva de’i lupi, in sulle pietre de’i tersi ciottoli e de’i dirupi van aspre l’etre. Quivi ad un frassino impura e guercia v’è una civetta che canta funebre presso una quercia, cupa saëtta, piagne alle lugubri ossa de’i pruni, ai cardi freschi, e ai suoi cadaveri, e stride ai bruni sterpi de’i peschi, a queste viscide ombre de’i scialbi, de’i mesti e negri gigli che dormono, meli e prunalbi infausti e allegri; e questa nottola strilla all’ossame d’un miser cervo, cui ‘l petto è lacero, d’un tasso infame un dente è al nervo, sbraita alle roveri ‘ve corron leste le lepri ansiose che a Morte sfuggono, e alle tempeste nubi furiose. Come una tremula nebbia d’un rivo, come una bieca luce di spasimo, sen giace a un clivo oscura e cieca - come le tenebre - pietra tombale presso al recinto fatto di spiriti, pel maëstrale al legno avvinto, come una pallida viola appassita, la pieve giace pinta di ruderi, sempre smarrita, senza più pace ‘ve l’erbe crescono, amare ortiche, tosco del fieno, le ragne scendono, son bianche spiche d’almo veleno; e stan le gotiche statue de’i Santi come un granito, come uno scheletro che sente i canti dell’Infinito, e brilla formido l’ansio rosone di questa chiesa colma di spasimi, maledizione sacra ed illesa. Come una candida ombra di Notte al cimitero giace la lapide tinta di grotte d’un astro nero. Dorme la tremula salma e n’aspetta la Luna oscura, la man scheletrica di giovinetta suicida e impura. Al labbro colasi l’empio veleno, come un lombrico che va famelico al spento seno, al mento antico, come una lagrima d’una pupilla che vive e sogna nel freddo tumulo che in marmo brilla e di vergogna. Sugge l’acconito - e in sempiterno - un labbro morto che asseta l’ugola di bieco Inferno, di Ciel risorto, come la sterile fossa profonda che accoglie l’ossa di questa misera giovine e bionda - iride rossa - sazia le faüci di suo cianuro - ginepro insano - al quieto scheletro l’avel oscuro che prega invano, come d’un talamo Verbo d’Amore la ricca seta, siccome un vergine fior di dolore che non ha pièta, ‘ve un dì salirono baci maliardi, giuri di sangue traditi ai bàratri di questi cardi, d’un suol che langue. Dorme la povera, la carne scioglie, un verme ‘l cangia in bianco cenere che urlando in doglie se istesso mangia. La Notte orribile tal sonno culla, eterno regno d’un bel fantasima, d’una fanciulla morta di sdegno, e come un serico aspro sudario, come una rosa che muor nel fèretro del reliquario e in terra ascosa, come la ignobile polvere molle del sen defunto - letto terribile - copron le zolle volto consunto; e ‘l ciel necrofilo mira la bara, il suol penètra come un desìdero alla sua chiara fronte di cetra, come l’indocile Morte che esulta or la ghermisce come una morbida carezza occulta che mai finisce. Quest’è la tenebra, la Notte immensa ‘ve al cimitero posa la pùdica che spenta pensa a un cavaliero, ‘ve crude scorrono nella foresta l’ombre rapaci de’i lupi e d’aquile, Sorte funesta, d’artigli i baci, ‘ve muor al cenere - d’un astro - ‘l fiore, la bianca viola che in codest’incubo l’ansioso core più non consòla, come un crepuscolo in sulla Vita della Natura che lenta naufraga ai Ciel smarrita, orba radura, come un immobile aspro dilemma tra l’Odio e Amor, tra ‘l Cielo e ‘l Dèmone, ed è una gemma sol di dolor!
♥ 0 💬 0
© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Massimiliano Zaino

Saluti a tutti i lettori e a tutte le lettrici. Sono nato nell'agosto del 1988. Già dai primi anni di scuola ho sviluppato una vocazione per le materie umanistiche... vocazione questa che è impetuosamente esplosa nell'ultimo anno della Terza Media e nel primo anno di Ginnasio del Liceo Classico. Appassionato di Stori

Tutte le opere →

Commenti (0)

Accedi per lasciare un commento.Accedi

Ancora nessun commento. Scrivi il primo!