La luce di quell'inverno
Simona Scudeller
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Mi fece luce quella notte
il freddo inverno,
presente più nel cuore
che nell'aria,
fu rivelatore.
Distesa nel mio letto,
stordita da Morfeo,
l'irrazionale desiderio
portò l'arto
alla ricerca del compagno,
al cui posto dimorava un vuoto antico.
..e subito fu gelo..
Nel petto un tonfo
mi precluse il sentimento,
quella luce infame dette moto
alla fine di quei giorni.
Quando senti che il tuo sogno se ne è andato,
che un abbraccio non ha più significato,
grave è il momento del risveglio.
-Sudi lacrime di ferro-
Nell'Ade attendi Orfeo
che con Pathos
ti riporti al mondo dei risorti
Ma nessuno canta la tua lode
solo grida di disprezzo
che infangano il candore
di un amore ormai vissuto.
Resti un punto solitario
in mezzo ai ghiacci di un bagliore
come un faro a intermittenza,
quella luce ora nemica,
non ha segno di valore
è solo un porto a cui approdare
per una vita
che non ha
un dove
solo un'unica direzione.
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L'autore
Simona Scudeller
Commenti (1)
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D
Dandi26 maggio 2007
E' tremendo questo dolore provato... che spero appartenga al passato ed all'inevitabile ”percorso dell'esistenza”. Molto bella
