E la solitudine nel silenzio miete i giorni
alias Marina Pacifici
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Petali al vento dimenticati
fra le braccia del bosco,
sul sentiero dei passi perduti,
la diaspora nell'ombra di una famiglia.
La burrasca ha mutato la rotta,
ferito la vela,
sferzando
nell'urlo dell'onda la chiglia.
Sono rimasta io soltanto
a tirare a sera,
tra il frullo d' ali di una capinera,
in secca la triste rete.
Eccomi qui,
ultima sentinella,
a scrutare nella valle della memoria
la brumosa riva del Lete.
Sono rimasta io soltanto
ad ordire la trama di un tempo andato,
a decifrare la malinconia,
dispiegando la tremula voce dei ricordi in canto.
E la solitudine nel silenzio miete i giorni
di un'amara stagione,
perdendo sempre più lontano la melodia
di un tempo che ora è soltanto nostalgia.
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L'autore
alias Marina Pacifici
Commenti (2)
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Caterina Russotti1 maggio 2014
Una solitudine che vive di ricordi avvolta nella malinconia del passato. Versi molto tristi e profondi. Ma che coinvolgono il lettore... stupenda
Francesco Rossi1 maggio 2014
La solitudine che vive di questo struggersi verseggiato dalla poetessa, che tuttavia pare che viva momenti intensi di questo struggersi, e lo porta con sè come un dono: ecco la trama delicata di questi versi, che trovano il significato intenso del sentimento pure nella sua infinita continuità.


