Accidia
Vedo chiaramente i frammenti
Della palese inadeguatezza
Che sempre ed ancora il cuor m'ebbe
Svilito, fiaccato, seppur con dolcezza.
Difatti non faccio più caso
Al male oscuro che, come in gabbia
Dischiuse, socchiuse, richiuse in me speme,
Così quotidiano mi spreme e mi spoglia.
Cerco un appiglio tra blande speranze
M'aggrappo alla madre di tutto il dolore
Quando so bene che Notte verrà
E bussa la porta, ma non sono pronto;
Attendo la prova, la guardo giocarmi:
Accidia che, lenta, mi ucciderà.
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