I poeti leggono poche poesie
Sono un ex insegnante di scuola media (di francese) , e vivo nella cittadina in cui sono nato (a quindici chilometri a nord-est di Napoli) . Da giovane scrissi un centinaio di poesie (quasi tutte adesso da buttare) in versi liberi (e qualcuna anche quasi ermetica) , ma poi, dopo un letargo poetico durato più di trent'
Commenti (2)
Infatti. Anch'io mi sono stancata di leggere goffe imitazioni, in cui viene cambiata una sola parola, per sdilinguare l'originalità (esempio:" costruiscano" al posto di "facciano", quando non sono ricopiate fedelmente, tipo"portami il girasole impazzito di luce", sulla grammatica stendiamo poi un velo pietoso!) elogiate da superlatvi immeritati degni del Canzoniere di Petrarca. Ti applaudo.
Ancora una volta, con le sue osservazioni di varia umanità, tese a posarsi su molteplici vizi evidenti, il nostro Terracciano colpisce in pieno nel segno, e con precisione evidenzia un difetto che ormai è sotto gli occhi di tutti, ma che purtroppo pare ineliminabile. Il desiderio spesso di pubblicare ad ogni costo, anche in mancanza d'idee, fa rielaborare poesie anche di notissimi autori, cambiando qua e là qualche parola, per poi gabellarle come proprie, con la conseguenza di una caterva di commenti elogiativi (di grande sincerità!) da parte di interessati amici. Questo è successo diverse volte, ma siccome per gli amanuensi la pena è solo, ove scoperta, la cancellazione della poesia copiata in tutto o in parte, si continua nel vizio.
