Casolare
Francesco Paolo
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Casolare che ti specchi nel torrente
della Mitria, fra i pendii ossigenati
dei castani fuori sede.
Chiudo gli occhi.
Per un poco scorre il tempo dei declivi
indaffarati, delle gonfie carovane di
ragazzi e madri sole;
nel silenzio della macina antica, regna
ancora il rullio delle mani sferragliate,
in una danza di tremiti in gocce, aspettando
che il nuovo sole indori la montagna.
Nella conca di viti bagnate, il respiro del
vegeto vino; labbra di muli passeggiati per
i campi, e la bontà di chi ti assiste, nonostante
le prime crepe, nonostante che la falcata
sia sempre più breve.
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